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Chiesa di Santa Maria dei Casali

La chiesa di S. Maria dei Casali, ubicata nella contrada denominata Collelungo, è sicuramente la chiesa più antica di Cottanello, e sorge sui resti di un tempio pagano.

In un atto conservato nell’archivio capitolare di Rieti, datato 1233, si citano il donatore Defendi di Configni e i signori di Labro che ricevono per donazione terre e diritti. Tra questi diritti figura il giurispatronato sulla chiesa.
Si legge infatti: “ Nel pontificato di Gregorio nono a di 20 di aprile. Defendi di Configni dona a messer Giacomo, figliolo di Tomaso di Labro et messer Pandolfo, figliulo di detto Tomaso di Labro et Berardo di Altobrandino di Labro, et a Gentile di Labro, ... et giurispatronato che ha nella chiesa di Santa Maria dei Casali …” .

Questa chiesa fu molto importante anche nei secoli successivi. Al tempo della visita episcopale del Vescovo Pietro Ispano, essa era abitata dall’arciprete e da otto canonici. Fu chiesa con sede dell’arcipretura fino al 1610, trasferita poi nella parrocchia di S. Andrea, e da essa dipendevano tutte le altre chiese di Cottanello, Castiglione e Monte Calvo.
La chiesa fu saccheggiata e gravemente danneggiata nell’estate del 1527 dai Lanzichenecchi che, dopo il sacco di Roma, vi si erano acquartierati durante l’assedio di Cottanello.
Secondo la leggenda popolare le truppe borboniche dopo i ripetuti quanto inutili attacchi alle mura paesane furono sorpresi e scossi dalla comparsa, nel cielo sopra il paese, della Madonna con in braccio il Santo Bambino.
I Lanzichenecchi vennero sconfitti e messi in fuga, lasciando sul campo oltre 500 morti, dai Cottanellesi, che avevano fatto una sortita, e dagli Stronconesi accorsi in aiuto di questi ultimi.

Fu formata, nella seconda metà del XVI secolo, la Venerabile Compagnia di Santa Maria dei Casali, filiazione della più antica ed importante Confraternita del Santissimo Sacramento, per mantenere il ricordo di quell’evento prodigioso che, secondo la tradizione popolare, salvò Cottanello da una terribile sorte, per onorarne l’artefice e per celebrare gli anniversari con cerimonie religiose ed atti di carità.
La ricostruzione della chiesa, che termino' dopo 50 anni dall'assedio,  ne ridusse le dimensioni e ne modifico' l'aspetto.
Le insegne imperiali furono trasferite alla chiesa di S. Andrea.