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Filarmonica "G. Verdi"

Quando una qualsiasi istituzione celebra il centenario della fondazionel'avvenimento non può che testimoniare un'eloquente segno di continuità, una tradizione ed un costume che lasciano trasparire lo spirito associativo e l'attaccamento di una cittadinanza allìIstituzione stessa.

Quando poi la ricorrenza riguarda la fondazione di una banda musicale di un piccolo centro com'è Casaprota, questa non può che suscitare sentimenti di ammirazione per l'impegno, il sacrificio e, perchè no, per la professionalità profusa nel tempo da coloro che attivamente hanno contribuito a mantenere viva una Istituzione dai così alti valori socio - culturali.

Ancorchè infatti non vi siano documenti ufficiali che testimonino il giorno esatto della fondazione, attraverso un metodo di solfeggio che riporta la frequenza al corso musicale 1889, abbiamo potuto con assoluta certezza che prorpio in quell'anno i cittadini:Filippi Nazzareno - Ratini Angelo - Spagnoli Aristide - Crescenzi Giacomo - Tommasi Alfredo - Aguzzi Giuseppe - Caramignoli Olindo - Spagnoli Bernardino - Tulli Gregorio,si associarono per dar vita ad un complesso bandistico denominato "Società Filarmonica Casaprota".

L'iniziativa dovette sicuramente far presa tra la popolazione, tant'è che l'aristocrazia dell'epoca rappresentata dai Sigg. Filippi Michele, Filippi Raffaele e Filippi Anastasio offrirono il loro supporto economico per l'acquisto dei primi strumenti e delle prime divise.Quante volte abbiamo sentito raccontare dai vecchi musicanti come Timperi Temistocle, Filippi Sisto, Spagnoli Quirino, Sbattella Giacomo, Ratini Orlando e il compianto Spagnoli Antonio, a quantio e quali sacrifici dovettero assoggettarsi per assicurare la presenza in loco di un maestro di musica, per rinnovare ed interagire via via la strumentazione e le attrezzature didatiche!Quante volte abbiamo sentito raccontare dei viaggi a piedi o, nella migliore delle ipotesi, in carretto per raggiungere un qualsivolia paese della Sabina che avesse richiesto il servizio bandistico alla nostra Filarmonica! Quante volte abbiamo sentito parlare da parte di questi anziani di autotassazione, di snobbamento della stanchezza, di noncuranza anche di primari interessi cxontadini, pur di mettersi a disposizione della banda, al fine di far incamerare quei pochi spiccioli essenziali al suo mantenimento!

Ebbene, se noi oggi possiamo celebrare questa ricorrenza, il merito va si ai giovani e meno giovani contemporanei che hanno validamente sostituito le "Vecchie Guardie", ma certamente, in modo primario, va attribuito proprio a coloro i quali i tempi non certo facili, attraversati anche da periodi bellici, hanno saputo e voluto tramandare ai posteri una Istituzione alla stregua di un testimone passato da padre in figlio senza che mai sia stato lasciato cadere. Un episodio in particolare esplicita in modo eloquente l'attaccamento alla "musica" da parte della cittadinanza di Casaprota: l'episodio riguarda il nostro compaesano Centi Emilio che poco prima del trapasso espresse il desiderio, poi esaudito, di essere sepolto vestito con la uniforme della Banda Musicale. A questo punto credo sia legittimo un sentimento di stima nei riguardi dei vari Presidenti che si sono susseguiti alla guida della Filarmonica G. Verdi: Filippi Nazzareno 1910 - Filippi Michele 1915 - Filippi Anastasio 1920 - Tommasi Guido 1930 - Timperi Ottavio 1946 - Tulli Francesco 1950 - Grilli Luigi 1958 - Piperno Ermanno 1962 - Uscidda Salvatore 1972 - Nesi Antonio, tuttora in carica, così come sntito ringraziamento ai maestri succedutisi nella direzione orchestrale: Lucioli 1889 - Isidori 1905 - Sperduti 1920 - Catalano 1925 - Zaccagnini 1938 - Perri 1947 - Bassani 1954 - Muratori 1963 - Mirabella 1967 - Fasoli 1968 - Perri gradito ritorno nuovamente in mezzo a noi. Ma parliamo un pò di musica, un linguaggio universale che, senza bisogno di traduzione, riesce ad essere compreso da tutti ed è capace di esprimere qualsiasi sentimento nelle circostazne più diverse.Molte volte non ci rendiamo conto di come la musica ci accompagni giornalmente nelle nostre occupazioni, meritando talvolta solo un ascolto distratto, o come in ogni occasione lietsa o triste che sia, si senta il bisogno di ricorrere alla musica per rendere più completa una festa o una cerimonia. Non a casoi in tutte le civiltà la musica aveva ed ha sempre un posto privilegiato nella gerarchia delle arti: dai cori delle tragedie greche al flauto di Pan, dai trovatori medievali alla accademie musicali del rinascimento, dalla grande tradizione lirica dell'ottocento italiano al diluvio di note più o meno gradevole ed a volte eccessivo che si riserva nelle nostre orecchie della innumerevoli stazioni radiofoniche di oggi. Questa capacità della musica di accompagnare, senza invecchiare, il cammino dell'uomo, ne fa uno dei più importanti vicoli di comunicazione e trasmissione della cultura, e, soprattutto, ci fa capire l'importanza di non far cadere nell'oblio la grande tradizione italiana delle bande musicali che hanno sempre permesso di avere, anche nei paesi più lontani dai grandi centri, la possibilità di conoscere e di divulgare quei capolavori che altrimenti sarebbero rimasti confinati nelle sale da concerto o nei teatri d'opera, inserendoli in momenti di festa che diventavano e diventano così anche momenti di cultura.

Ratini Marcello